Osteopatia


Che cosa cura l’osteopatia per i diversi generi e fasce di età?

Che cosa cura l’osteopatia per i bambini? Tra i più comuni traumi da parto, che si verificano nelle prime settimane di vita del bambino, vi sono:
• plagiocefalia
• rigurgiti e reflusso gastroesofageo
• stitichezza
• coliche gassose
• scoliosi
• malocclusioni
• difficoltà a prender sonno
• otiti o sinusiti ricorrenti
Presentano problemi soprattutto i bimbi nati da parti non convenzionali o da cesareo. L’osteopatia permette, grazie a manipolazioni delicate che avvengono soltanto dopo una profonda anamnesi, di riportare l’equilibrio nelle tensioni dell’organismo del bambino.
L’osteopatia pediatrica segue, dunque, il neonato di poche settimane di vita sino all’adolescente di 16 anni.

Che cosa cura l’osteopatia per gli sportivi? Lo sport svolge un ruolo fondamentale per il nostro benessere psicofisico e motorio. L’osteopata può essere un valido supporto allo sportivo dilettante e professionista sia per la prevenzione degli infortuni sia per l’ottimizzazione della prestazione. L’attività sportiva può negli anni creare stress e sovraccarichi che rischiano di accumularsi e generare infortuni, quali il gomito del tennista o la spalla nel nuotatore.

Se le nostre strutture non vengono riportate a un corretto equilibrio, possono andare in contro ad una degenerazione dei tessuti che si indeboliscono e ci predispongono a infiammazioni o lesioni, anche in zone distanti dall’insorgenza del problema. L’osteopata lavora inoltre in team con preparatori atletici e con lo staff medico, col ruolo di guidare il corretto sviluppo posturale degli sportivi.

Che cosa cura l’osteopatia per le donne in dolce attesa? La gravidanza produce un cambiamento posturale e funzionale nel corpo femminile e può comportare malesseri legati alla progressiva crescita del bambino, che provoca lo spostamento del centro di gravità e continue modifiche strutturali e viscerali. Non è semplice per il sistema posturale adattarsi in modo adeguato.

L’osteopatia affronta le problematiche dolorose a carico della colonna vertebrale e della relativa muscolatura, quali lombalgia, sciatalgia, cervicalgia, disturbi legati alla ritenzione dei liquidi. Tra le altre difficoltà che possono insorgere vi sono problemi digestivi, dolori lombari e inguinali, cefalee, problemi circolatori. Il percorso osteopatico durante la gravidanza inoltre favorisce l’elasticità tissutale e la mobilità articolare, facilitando sia il travaglio che la fase espulsiva, normalizzando la tensioni dei muscoli pelvici e dei muscoli addominali messi a dura prova dalla crescita della pancia.

Che cosa cura l’osteopatia per le persone anziane? Nel corso degli ultimi decenni abbiamo assistito ad un allungamento notevole dell’età media delle persone e della durata della vita. Nell’ottica di un miglioramento della sua qualità negli anziani, fondamentale è l’attenzione al sistema muscolo-scheletrico.

L’osteopatia offre un valido supporto che aiuta l’anziano ad affrontare problemi posturali, alleviando così la sintomatologia dolorosa legata alle patologie della terza età.



Che cosa cura l’osteopatia? Molti più disturbi di quanto si pensa.

La cefalea, o mal di testa, è un dolore, episodico o cronico, localizzato nel cranio, e può essere di più tipi: tensiva, cervicogenica, a grappolo, emicrania, nevralgia cranio-facciale. Colpisce soprattutto chi mantiene a lungo una determinata posizione, passa molte ore davanti al computer o è sottoposto a stress eccessivo. La cefalea è un disturbo frequente, spesso accentuato dalle normali attività e associata a nausea e necessità di ridurre gli stimoli sensoriali.

Le cause alla base delle cefalee, così come i fattori che le amplificano, sono varie e soggettive; ad esempio tensioni muscolari, sinusite, problemi occlusali, posturali, circolatori, nervosi; affaticamento oculare o intellettivo, rigidità e riduzione di elasticità, anomalie degli organi addominali, infiammazioni, colpo di frusta, stati di stress o di ansia, disfunzione cranica.


Il trattamento manipolativo osteopatico presenta diversi vantaggi, grazie al proprio peculiare approccio individuale e olistico, che guarda a tutto il corpo e non solo alle zone doloranti, poiché le cause del dolore possono anche risiedere altrove. L’osteopata ricerca le cause dell’aumento della stimolazione nocicettiva cranica responsabili del dolore e quindi mira ad allentare le tensioni e a ripristinare l’equilibrio corporeo. L’osteopatia inoltre non comporta gli eventuali effetti collaterali dei farmaci, non prevedendone l’utilizzo.



Esistono diverse e numerose tipologie di mal di schiena, a seconda della parte colpita (ad esempio lombalgia o dorsalgia). Comuni cause di dolori alla schiena possono essere postura scorretta, traumi dovuti a cadute o incidenti, blocco della mobilità muscolo-scheletrica, disfunzioni articolari o delle curve vertebrali (scoliosi, iperlordosi, ipercifosi), protrusione o ernia del disco, consunzione dei dischi intervertebrali, sollecitazione di nervi.
Anche il malfunzionamento degli organi interni può essere responsabile del mal di schiena oppure della sua accentuazione; la relazione esistente tra gli organi addominali e il rachide può essere sia di natura meccanica (in caso di eccessiva contrazione degli organi dell’apparato digerente) sia di natura neurologica.

Per lenire o curare il mal di schiena, occorre innanzi tutto comprendere le cause che lo hanno scatenato; compito dell’osteopata è andare appunto alla ricerca di tali cause, per poi pianificare un percorso terapeutico, facendo uso delle proprie qualità palpatorie e, laddove necessario, di esami medici e di collaborazioni con altri professionisti. Il trattamento osteopatico consente la riduzione del dolore e dello stress che le patologie comportano, sciogliendo le tensioni e ripristinando i movimenti alteratisi e in definitiva l’armonia funzionale del corpo.

La pancia è il nostro secondo cervello, con il quale si trova in stretto ‘dialogo’. Sempre più persone soffrono di disturbi allo stomaco e all’intestino, il più delle volte per cause psicosomatiche. Nel colon risiedono numerose terminazioni nervose, sensibili anche agli impulsi della psiche; di conseguenza, una eccessiva tensione emotiva di segno negativo (stress, rabbia, ansia etc) può sfociare in una anomala contrazione della muscolatura addominale, responsabile di diversi dolori quali stitichezza, diarrea, gonfiore addominale, crampi, spasmi. La tensione emotiva è inoltre causa di disturbi allo stomaco, poiché provoca un eccesso di secrezione del relativo acido, nonché alla zona del diaframma.
Si vengono a creare dunque frequenti squilibri della flora batterica, difficoltà e lentezza nella digestione dei cibi, spossatezza, sonnolenza, meteorismo e nausea. Ulteriori patologie sono la colite e la sindrome del colon irritabile, che provoca l’infiammazione del colon e consiste in un disordine del sistema gastrointestinale.

Il trattamento manipolativo osteopatico è in grado di apportare dei benefici grazie alla tecnica viscerale. I nervi appartenenti al Sistema Nervoso Autonomo controllano e coordinano le azioni dell’intestino e stimolano l’assorbimento delle sostanza nutrienti; uno squilibrio del Sistema Nervoso Autonomo crea tutti questi disagi e altera le abitudini intestinali; compito dell’osteopata è ripristinare l’equilibrio.

La collaborazione tra osteopatia e odontoiatria è da tempo assodata. Gli osteopati possono supportare gli interventi in ambito ortodontico: ad esempio l’utilizzo del bite per via del bruxismo (che consiste nel digrignare i denti); l’installazione dell’apparecchio, caso in cui il trattamento manipolativo è consigliato sia prima sia durante sia dopo l’installazione, al fine di ridurre gli stress fisici e di sostenere l’adattamento del corpo ai cambiamenti che gli vengono imposti. Il trattamento manipolativo osteopatico mantiene infatti i tessuti elastici e flessibili.

Il ricorso all’osteopatia è inoltre raccomandato per problemi alla mandibola, come malocclusioni, problemi di deglutizione o legati alla masticazione (dove i muscoli coinvolti, se troppo contratti, generano tensioni facciali, alla mandibola, al collo e alla schiena).

Anche la tecnica osteopatica craniale è efficace per la risoluzione di disturbi relativi a bocca, denti, mandibola e ossa craniche; tutti malfunzionamenti con conseguenze sulla totalità del nostro corpo. Molti problemi (dolori alla testa, al collo e alla schiena, sensazioni di instabilità e di squilibrio nella postura) possono originarsi dalla bocca.



La dismenorrea primaria, o ciclo mestruale doloroso non dovuto ad altre patologie, riguarda larga parte delle donne in età fertile. Un ciclo doloroso è causato da contrazioni dell’utero e può associarsi a vari fastidi, quali lombalgia, dolore pelvico e addominale, nausea, nonché a sbalzi di umore. Tutto ciò altera la vita quotidiana e il benessere della donna.

L’azione dell’osteopata va a sciogliere le tensioni muscolari, a contrastare la restrizione dei tessuti connettivi dell’utero, del movimento pelvico e lombare; agisce sull’irritazione dei nervi disinfiammandoli, aumenta la mobilità vertebrale e viscerale e lo scorrimento della linfa e del sangue che affluisce agli organi. In definitiva, ciò che si ottiene è la riduzione del dolore, permettendo così alla donna di vivere più serenamente la propria quotidianità.



La cicatrice è il tessuto di guarigione che si forma sulle ferite al termine della cicatrizzazione. Se quest’ultima avviene in modo anomalo, possono generarsi cicatrici patologiche ed aderenze, che vanno a disturbare le trasmissioni delle informazioni all’interno dell’organismo, con conseguenze negative su diversi sistemi. Le zone più colpite sono addome, spalla e ginocchio.
Il trattamento osteopatico, con la propria tecnica fasciale, è utile per la cura di adesioni e aderenze dei piani fasciali (la fascia è il tessuto connettivo sotto il derma) che si sono venute a creare a causa di cicatrici patologiche e che sono fonte di disturbi, anche in punti distanti del corpo. Le aderenze cicatriziali accumulano tensioni e generano problemi di mobilità dei tessuti circostanti, od ostacolano la circolazione sanguigna o linfatica; in pratica limitano i nostri movimenti. L’osteopata è in grado di individuare e trattare le tensioni dovute alle cicatrici, al fine di ripristinare la mobilità tessutale.

 



Trattamento manipolativo osteopatico (OMT) e tecniche

Con il trattamento manipolativo osteopatico l’osteopata, usando differenti tecniche, applica delle forze manuali alle zone del corpo in disfunzione per trattare le anormalità; quindi introduce specifiche forze correttive per ridurre le restrizioni e restituire mobilità. Manipolando questa rete di relazioni tra nervi, muscoli e ossa, l’osteopata può favorire le naturali tendenze del corpo verso la guarigione e il mantenimento di una buona salute. In base al disturbo, il paziente può necessitare di più di un trattamento manipolativo osteopatico; la quantità varia da un paziente all’altro.
Le tecniche sono diverse; con bambini e anziani vengono utilizzate tecniche di rilasciamento dolce.

Le tecniche osteopatiche di cui si serve l’osteopata nella propria professione sono numerose, tuttavia possono essere raggruppate in quattro insiemi principali: tecniche muscolo-scheletriche, tecniche mio fasciali, tecniche craniali, tecniche viscerali.



Le tecniche osteopatiche muscolo-scheletriche hanno efficacia terapeutica per molti disturbi; tra i più comuni vi sono il mal di schiena o di collo, ma in generale ogni dolore articolare, muscolare o scheletrico può trarre sollievo. Lo scopo è quello di restituire al paziente il normale range di movimento nei segmenti corporei che lo hanno perso; le tecniche muscolo scheletriche mirano dunque a ripristinare la corretta mobilità della struttura ossea, muscolare e articolare in seguito ad alterazioni di mobilità e di funzione delle strutture stesse.

L’osteopata spesso collabora con altre figure professioniste in ambito sanitario come il fisioterapista, il fisiatra o l’ortopedico.

L’osteopata è in grado di restituire mobilità e di riportare alla corretta posizione le articolazioni secondo i rispettivi assi di movimento, consentendo il recupero della mobilità articolare. Tendenzialmente l’osteopata interviene con movimenti rapidi e molto precisi sul punto esatto dove è localizzata l’area da trattare; proprio tali rapidità e precisione della manipolazione permettono il recupero della mobilità, in tempi più o meno brevi.

Tecnica spesso utilizzata è il thrust, che comporta l’utilizzo di forze ad alta velocità e ridotta ampiezza, per ripristinare in modo rapido la mobilità della struttura ossea e articolare, con conseguente liberazione dalle tensioni e dai dolori. Altre tecniche strutturali muovono invece più dolcemente le articolazioni, manipolano, distendono e premono i muscoli al fine di rilassare e di riequilibrare.

Le tecniche osteopatiche mio fasciali sono tecniche di rilascio e di massaggio e manipolazione del corpo intero che mirano a diminuire la pressione sui muscoli e sulla fascia. La fascia è un tessuto connettivo che ricopre come una rete i muscoli di tutto il nostro corpo, i vasi sanguigni, le ossa e i nervi e sostiene gli organi.

L’osteopata si propone di rilasciare le tensioni che possono interessare questo tessuto connettivo denso ed elastico e che possono essere causa di difficoltà di movimento e di dolori, ad esempio alla schiena, alla testa, oppure di fibromialgia, di aderenze cicatriziali e di altro ancora. Incidenti, stress ripetitivo, traumi sportivi, cicatrici e posture scorrette sono cause frequenti di tensioni a livello mio fasciale che trovano nell’osteopatia un valido aiuto.

L’osteopata esamina la postura, tramite la palpazione individua le aree caratterizzate da rigidità, sia in superficie che più in profondità. Le tecniche mio fasciali comportano delicate manipolazioni che rilasciano le tensioni e distendono, ammorbidiscono e allungano la fascia e i muscoli.

Le tecniche osteopatiche craniali si basano sulla conoscenza dell’esistenza del meccanismo respiratorio primario e di una mobilità cranica scoperta già a suo tempo da W. Sutherland. Tali tecniche agiscono sul movimento che riguarda le ossa del cranio e del sacro, nonché sul liquido che circonda il sistema nervoso centrale, mirando a ristabilire l’equilibrio nelle funzioni craniali e sacrali. L’osteopata tramite trattamento manipolativo craniale va a liberare la mobilità spontanea ed involontaria delle ossa, che dal cranio si diffonde in tutto il corpo attraverso le membrane in cui circola con un movimento leggerissimo il liquido cerebrospinale. La mobilità che l’osteopata provvede a garantire consente inoltre al cranio di adattarsi al movimento involontario del cervello.
Tutt’altro che invasiva, la manipolazione craniale è in grado di allentare tensioni e stress fisici che possono ostruire o interrompere il movimento cranico e di conseguenza il regolare funzionamento del nostro organismo. In definitiva ne trae beneficio tutta la vitalità del nostro organismo.
L’osteopatia craniale è in grado di curare o alleviare diversi tipi di disturbi, quali dismenorrea, difficoltà digestive, disturbi del sonno, depressione, cefalee, dolori al collo e alla schiena, problemi motori, problemi nervosi o relazionali, malocclusioni e altro ancora. Si tratta in ogni caso di problemi non solo strettamente relativi al cranio. Inoltre, essendo una tecnica delicata, risulta adatta a tutte le età, dai neonati agli anziani alle donne in gravidanza.

Tra i visceri e la struttura muscolo-scheletrica, ovvero tra funzione e struttura, vi è una stretta relazione: una cattiva funzione della struttura e in particolare della colonna vertebrale influenza i visceri e viceversa. Già l’osteopata francese J. P. Barral aveva dimostrato gli effetti della manipolazione viscerale sul resto del nostro corpo, soprattutto sui tratti lombare e sacrale.
Restrizioni a livello viscerale si riflettono dunque sulla postura: se un organo non può più muoversi in modo normale crea tensioni che gradualmente si riflettono sulla struttura portando a rigidità, impossibilità a mantenere la posizione eretta e a compiere certi movimenti. Una tensione in una determinata parte del corpo fa piegare, come per avvolgerla, la persona verso tale parte.
L’osteopata osserva la postura, pone domande relative allo stile di vita e alla storia clinica globale, quindi individua grazie alla palpazione le aree troppo tese nel corpo del paziente. A seconda del disturbo può essere necessaria una manipolazione delicata oppure una più dolorosa se l’area della restrizione risulta molto stressata.
L’osteopata non punta a forzare il corpo al raggiungimento, peraltro impossibile per il paziente, di una postura ideale, ma ad aiutarlo a ristabilire la migliore mobilità viscerale possibile all’interno delle sue limitazioni. La disfunzione e la postura scorretta vengono arginate e di conseguenza il dolore e lo stress a cui il corpo è sottoposto si riducono.
Le tecniche osteopatiche viscerali restituiscono il corretto funzionamento all’intestino, alla diuresi, alla circolazione; possono curare o alleviare diversi squilibri funzionali e strutturali, come disordini digestivi, muscolari, scheletrici, dismenorrea, aderenze cicatriziali, disturbi emotivi, problemi dei neonati e altro ancora. Parallelamente al trattamento, l’osteopata spesso dà consigli relativi all’alimentazione e all’importanza del movimento fisico.


TECNICHE SUI TESSUTI MOLLI

Tali procedure prevedono un lavoro di stretching lineare, stretching trasversale, profonde pressioni, trazioni, e/o separazione delle inserzioni muscolari. Queste tecniche possono precedere una tecnica in thrust oppure si possono utilizzare per il loro effetto meccanico, circolatorio (favoriscono il ritorno venoso e linfatico con effetto decongestionante sui tessuti), neurologico (azione sui propriocettori, meccanocettori, nocicettori di muscoli, cute e fasce). Sono particolarmente indicate per l’effetto tonificante in esiti d’allenamento oppure per l’azione decontratturante nel trattamento dello sportivo.

TECNICHE ARTICOLATORIE
Come le precedenti, sono tecniche a forza estrinseca in cui l’azione di un operatore determina la correzione. Questa tipologia di procedura è in pratica un’estensione del test di mobilità a scopo diagnostico, si prefigge il recupero della fisiologica funzionalità articolare, la simmetria di movimento e il sollievo del paziente. Può anch’essa essere utilizzata in preparazione ad una tecnica ad alta velocità-bassa ampiezza.

TECNICHE AD ENERGIA MUSCOLARE
Utilizzano i principi neurofisiologici dell’innervazione reciproca e del sistema inibitore di Renshaw. Il primo stabilisce che la contrazione di un muscolo determina il proporzionale rilasciamento del suo antagonista; il secondo presenta le seguenti caratteristiche: il neurite del motoneurone spinale emette, prima di lasciare le corna anteriori, neuroni collaterali che si pongono in giunzione sinaptica con particolari cellule nervose (di Renshaw), il cui neurite forma sinapsi inibitorie col soma cellulare del motoneurone stesso. Gli impulsi che partono dal motoneurone spinale determinano perciò un’autoinibizione, ovviamente parziale. Si tratta in ogni modo di tecniche a forza intrinseca, perché è l’organismo che, dopo la contrazione, ritrova una nuova condizione di equilibrio articolare.

TECNICHE AD ALTA VELOCITÀ-BASSA AMPIEZZA – THRUST
Sono tra le più note ed utilizzate in medicina manuale, forse le più spettacolari per il rumore che segue l’atto manipolativo e sicuramente le più delicate e meritevoli di cautela. Sono tecniche a forza estrinseca, che si consumano nello spazio parafisiologico, solitamente dirette contro barriera restrittiva, anche se alcuni autori sostengono di poterle utilizzare in direzione opposta alla barriera restrittiva. L’efficacia clinica sembra ascrivibile al ristabilirsi delle corrette informazioni nervose attraverso i recettori articolari. Inoltre, l’incremento della mobilità articolare favorisce un miglioramento dell’imbibizione articolare grazie al liquido sinoviale e anche il metabolismo tissutale sembra trarne benefici.

TECNICHE FUNZIONALI INDIRETTE
Definite a forza intrinseca utilizzano le potenzialità inerenti all’organismo a scopo correttivo. La tecnica prevede la sommatoria dinamica dei “punti neutri” dell’articolazione nei diversi piani di movimento. L’ipotesi è di rimodulazione dell’attività muscolare che presiede e regola il movimento articolare. La tecnica funzionale si propone di riequilibrare il sistema di afferenze neuromuscolari.

TECNICHE DI RILASCIAMENTO MIOFASCIALE
Si tratta di una combinazione di tecniche a forza estrinseca ed intrinseca; si esercitano, infatti, trazioni e compressioni, mobilizzazioni contro barriera restrittiva oppure verso la barriera fisiologica; si ricerca il bilanciamento delle tensioni fasciali seguendo il movimento inerente del tessuto (è il risultato del ritmico cambiamento del tono muscolare, della pulsazione arteriosa e della variazione del relativo tono vasale, della respirazione e della forza inerente dell’Impulso Ritmico Cranico). In questo esercizio terapeutico occorrerà considerare l’aspetto tridimensionale ed i rapporti anatomici del sistema muscolo-scheletrico con l’obiettivo di migliorare le afferenze provenienti da meccanocettori e propriocettori oltre a ristabilire l’aspetto circolatorio.

TECNICHE CRANIOSACRALI
Nascono dalle intuizioni del dott. William G. Sutherland che estende i principi del dott. Andrew Taylor Still alle articolazioni craniche. Attraverso la manipolazione delle ossa craniche e delle suture, si può ripristinare la funzionalità del Meccanismo Respiratorio Primario. Le correzioni si effettuano sia contro barriera restrittiva sia nella direzione opposta, oppure ricercando il punto di bilanciamento delle tensioni membranose. Nel bambino sono consigliate le tecniche dirette contro barriera restrittiva. Questa categoria di tecniche è peculiare dell’approccio osteopatico.

TECNICHE VISCERALI
L’osteopatia in ambito viscerale prevede l’applicazione dei principi osteopatici nelle regioni del corpo di pertinenza dei visceri addominali e toracici. Attraverso la manipolazione di quelle aree si può valutare e trattare la mobilità dei visceri, che influenza la funzione del viscere stesso. Per quanto riguarda i visceri del torace e dell’addome, il rapporto struttura-funzione si esplica negli elementi di sostegno e di connessione, rappresentati dai derivati mesodermici: le sierose (pleura, pericardio e peritoneo). Questi ultimi costituiscono i legamenti, le fasce e i mesi, i quali permettono il rapporto tra la parete delle cavità, rappresentata anche dallo scheletro, e i vari visceri. La tensione di queste membrane è in grado di condizionare la posizione, la mobilità e di conseguenza la funzione del viscere. La disfunzione somatica di origine viscerale, sia per i rapporti anatomici sia per i riflessi viscero-somatici, può influenzare la postura e la mobilità della struttura corporea, compresa la colonna vertebrale.

TECNICHE LINFATICHE
Il sistema linfatico è conosciuto come il secondo sistema circolatorio del corpo umano e come il più importante integratore per tutti i fluidi corporei. Questo sistema è passivo, in quanto il suo funzionamento può essere influenzato e alterato da forze estrinseche. In tal senso si sottolinea l’importanza del movimento e di un adeguato drenaggio della linfa. Il trattamento manipolativo osteopatico può condizionare il movimento che promuove le appropriate dinamiche dei fluidi.